What does Baby wearing signify?[it]Cosa significa portare un bimbo?

My name is Lara, mother of Fiore, nearly 10 months old.

I bought my first sling when I was pregnant. Not sure why ... maybe Mother's instinct. I still remember my comical attempts laughing in front of the video with the wrap sling that was inevitably one "wrap" to short around my pregnant belly.

I brought the sling with me to the hospital because it was lightweight and occupied little space in my suitcase. Then I found that it gave me security, I seemed to understand my little girl, as if she were still in my belly.

At first I put my baby in the sling because she was crying and I could not think of another way to calm her down and hold her to me. Then I discovered again and again that she stopped crying in the sling.

I wore the sling because I wanted to have both hands free. Then I discovered that my baby girl loved to sleep in there.

I chose to wear my baby because I had to move around the city using public transportation. I soon discovered that the sling was just the best means of navigating the city with my daughter.

I wore the sling when I went to dinner with friends.  I discovered that Fiore could nurse comfortably and discreetly, without me having to get up even for a moment from the table.

I rocked my baby asleep in the sling, with a book in my hands for me. I discovered that this was an obvious way for me to meet both of our needs at the same time. The benefits of baby wearing have been proven scientifically,  kangaroo care is often used in hospitals as a therapy for premature infants.

Wrap slings, short slings, elastic slings, ring slings, pouch slings with
adjustable buttons, zippers, or snaps, mesh slings, custom made slings, baby carriers and mei tais, are all tools, Each one is rooted in something that goes beyond the object itself, whether this handy and  colorful item was passed down through generations, donated by a friend or bought on impulse at a store.

It is something very intimate and it has to do with our nature as mammals whose babies are born completely incapable and dependent. Babies carry in their genes the instinct to cling to the body of their mothers. Infant brains continue to grow after birth, tripling in size in the first year, and need to be enriched by the stimuli from the outside world. Babies who breastfeed take in a milk that has specific characteristics and is so easy to digest so that the baby eats several times during the day and thus keeps in them in physical contact with their mothers.

This  then is a way that baby wearing is a primary response to the specific needs of a newborn. As Grace De Fiore writes in his wonderful book "Portare i Bambini" there are many reasons to "wear" our little guy.

We can offer the child the basic conditions they need: contact, warmth, protection, nourishment.
We can reduce crying due to the proximity to the mother's body, her smell, the beating of her heart, each of which reassure the child.
We can promote the baby's growth because, even for us adults our bodies best respond to external stimuli.
We can offer a correct positioning of the pelvis and hips which is also of help if the baby suffers from frequent regurgitation.
We can guarantee our babies a greater amount of sensory input for the basic structure of his growing brain, stimulating their communication skills through participation with the constant and repeated experiences of the mother and the people around her. A child who carried in the arms of an adult is really present in the actions and interactions in the environment that surrounds them.
We can offer security and a means of mobility a bit farther away from the exhaust from cars and buses, especially for those who live in a big city.
We can strengthen the self esteem of the child because a child feels heard in his demands and tends to develop an attitude of trust towards the people and environment around him.
And for us moms?
For us it is very convenient, because we are left with two free hands again, it's cheap, it restores confidence in ourselves, because we feel we are able to meet the needs of our wee ones, it helps us improve communication and our ability to listen to our child, especially during weaning.

"Nine months in the womb, nine months on the belly" said our grandmothers, who knew a lot about life. A phrase that has in itself a simple truth and reminds us that, in a society like ours which is still extolling separation and segregation as an enviable parenting model, there are certain phases of life for which nature has rules that are not to be ignoredA colorful hug, the smell of our babies that is like a kiss, fills for us moms that void created by that first cutting of the cord that actually binds us indissolubly for life.

And for dads it can be the priceless pleasure of enjoying that intimate closeness that nature has denied them for the first nine months, that contact is now possible on your chest, heart against heart.

Lara, a baby wearing mom.

[it]

Sono Lara, mamma di Fiore, quasi 10 mesi.

Ho comprato la prima fascia che avevo ancora il pancione. Non so bene perché... istinto di mamma. Ricordo ancora sorridendo i miei buffi tentativi davanti al video con quella fascia che inevitabilmente faceva un giro in meno.

Ho portato la fascia con me in ospedale perchè era leggera e occupava poco spazio in valigia. Poi ho scoperto che mi dava sicurezza, mi sembrava di capire meglio la mia piccola, come se fosse ancora nella pancia.

Ho avvolto la mia bimba nella fascia perchè piangeva e non mi veniva in mente un altro modo per calmarla se non stringerla a me. Poi ho scoperto che così lei smetteva sempre di piangere.

Ho indossato la fascia perchè volevo avere le mani libere. Poi ho scoperto che alla mia cucciola piaceva tanto dormire lì dentro.

Ho scelto di usare la fascia perchè dovevo spostarmi da casa con i mezzi di trasporto pubblici. Poi ho scoperto che la fascia era proprio il miglior mezzo di trasporto.

Ho indossato la fascia perchè andavo a cena da amici. Poi ho scoperto che così avvolta poteva mangiare anche lei dal mio seno, senza che io dovessi neanche per un momento alzarmi dalla tavola.

Ho cullato la mia bimba addormentata nella fascia, con un libro per me tra le mani. Così ho scoperto che quello che avevo provato per rispondere ai nostri bisogni (miei e di Fiore) era tutto scritto. Che tutti i benefici del portare i bambini hanno prove scientifiche, che il metodo canguro è addirittura usato come terapia negli ospedali per i nati prematuri.


Fascia lunga, corta, elastica, ad anelli, regolabile con bottoni, a pressione o cerniere, a rete, fatta su misura e ancora marsupi, mei tai o zaini, sono molti gli strumenti per portare, ma tutti affondano le radici in qualcosa che va al di là dell'oggetto in sé, sia questo comodo, colorato, tramandato da generazioni, regalato da un'amica o comprato d'impulso in un negozio.

Si tratta di qualcosa di più intimo che ha a che fare con la nostra natura di mammiferi i cui cuccioli nascono del tutto incapaci e dipendenti. Piccoli che portano nei geni l'istinto di aggrapparsi con le manine al corpo della mamma, neonati il cui cervello continua a crescere dopo la nascita fino ad arrivare a triplicarsi nel primo anno di vita e che necessita per arricchirsi degli stimoli che gli vendono dal mondo esterno, bimbi che si nutrono da noi di un latte che ha caratteristiche specifiche e che è così facilmente digeribile proprio perchè il neonato possa prenderne più volte durante il giorno e in questo modo restare in contatto e per lungo tempo con la mamma.

Ecco allora che il portare diventa innanzi tutto una risposta ad esigenze specifiche del neonato. Come scrive Grazia De Fiore nel suo bellissimo libro “Portare i bambini” sono molti i motivi per portare il nostro piccolo.

  • Possiamo offrire al neonato le condizioni fondamentali di cui ha bisogno: contatto, calore, protezione, nutrimento.
  • Possiamo ridurre il suo pianto perchè la vicinanza con il corpo della mamma, il suo odore, il battito del suo cuore, rassicura il piccolo.
  • Possiamo favorire la sua crescita perchè, come per noi adulti, in condizioni di maggior serenità il nostro organismo risponde meglio agli stimoli esterni.
  • Possiamo offrirgli una corretta postura del bacino e delle anche e aiutarlo nel caso il piccolo soffra di frequenti rigurgiti.
  • Possiamo garantirgli una maggiore quantità di stimoli sensoriali fondamentali per la strutturazione del suo cervello in crescita, stimolare la sua capacità di comunicazione grazie alla partecipazione costante e ripetuta con le esperienze della mamma e delle persone che la circondano. Un bambino portato in braccio è realmente presente alle azioni e alle interazioni nell'ambiente che lo circonda.
  • Possiamo offrirgli sicurezza e un mezzo di trasporto un poco più lontano dai tubi di scarico delle automobili, soprattutto se viviamo in una grande città.
  • Possiamo rinforzare l'autostima del bambino perchè un bambino che si sente ascoltato nelle sue richieste tende a sviluppare un atteggiamento di fiducia verso le persone e l'ambiente che lo circonda.

E per noi mamme?

  • Per noi è molto comodo, perchè ci ritroviamo con le mani di nuovo libere, è economico, ci ridà fiducia in noi stesse, perchè sentiamo di soddisfare i bisogni del nostro piccolo, ci aiuta a migliorare la comunicazione e l'ascolto del nostro bimbo, in particolare nella fase di avvio dell'allattamento.


“Nove mesi nella pancia, nove mesi sulla pancia” dicevano le nostre nonne, che la sapevano lunga sulle cose della vita. Una frase che ha in sé la verità delle cose semplici e che ci ricorda, in una società quale è la nostra che ancora propone il distacco e la separazione come modello da perseguire, che ci sono fasi della vita alle quali la natura stessa chiede un tempo che non è possibile saltare. Un abbraccio colorato, il profumo del nostro piccolo che così è sempre a portata di bacio, riempie noi mamme di quel vuoto creato da quel primo distacco, dal taglio di quel cordone che in realtà ci legherà indissolubilmente per tutta la vita.

E per i papà può essere l'impagabile piacere di godere di quella vicinanza così intima che natura ha negato loro nei primi nove mesi, quel contatto che è ora possibile sulla pancia, cuore contro cuore.


Lara, una mamma che porta



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