I vestiti nuovi della mamma

C'era una volta...”Un Re!” Diranno subito i miei lettori (per citare Collodi).

No, oggi vorrei parlarvi di armadi e di vestiti, non belli come quelli nuovi dell'imperatore, che i sudditi timorosi di contraddire il sovrano, assai poco vestito, osannavano a più non posso, ma abiti belli davvero. Belli perché ci aiutano a sentirci bene.

Ma cominciamo dall'armadio, quello che, con l'arrivo del caldo, diventa l'attività del nostro week-end. Abbiamo rimandato, abbiamo aspettato perché c'era sempre qualcosa di più importante da fare (o di più divertente), ma ora è proprio arrivato il suo momento. Il cambio di stagione.

Così porti a lavare i golf di lana (quelli che avevi aspettato un po' perché magari la giornata un po' fredda capita ancora), archivi i jeans che sono tanto belli, che sei così fiera di essere riuscita a rimetterli proprio settimana scorsa (dopo mesi e mesi di vani tentativi di allacciarli), ma ora ad indossarli con questo caldo proprio non ce la puoi fare. Meglio sarà riscoprire i pantaloni di lino o di cotone leggero.

Chiudi con un ultimo sguardo la scatola dei collant e la sposti su un ripiano più alto. E poi dedichi le ore successive a scoprire quali tesori dimenticati l'amico armadio nasconde e, se hai avuto un bimbo di recente o se stai allattando, a scoprire cosa fa ancora per te e cosa lo specchio dice di no.

E con quali vestiti puoi soddisfare i desideri del tuo cucciolo di poppare a richiesta e con quali no. Praticità. E comune senso del pudore.

Sono Lara, mamma di Fiore, 13 mesi e mezzo.

A me è toccato il week-end scorso. Il cambio di stagione. E' stato un vero lavoro.

Credo di aver provato il mio intero guardaroba estivo (ovviamente anche Fiore provava, infilando diligentemente tutto quello che capitava a tiro della sua manina e sconvolgendo le pile di magliette..). Credo di averne salvato a malapena un quarto. D'altra parte non c'è altro modo di sapere se i vestiti vanno ancora bene, se non provare. E infondo meglio fare certe scoperte in una calda tranquilla domenica milanese, che al mattino quando sei già di fretta e devi vestire non solo te stessa, ma anche la tua piccina (quando non ha già provveduto lei!)

E si sa come vanno a volte certe mattine. Imprevedibili.

Così ho sistematicamente passato in rassegna tutto.

Pantaloni per primi. Grande soddisfazione: quest'anno posso archiviare le tute e tornate ai miei vecchi pantaloni di cotone. Le tute. Leggere, morbide o da stringere con un coulisse sotto la pancia. Ne avevo fatto incetta tra Decathlon e mercato di via Fauché l'anno che ero in attesa di Fiore.

Avevo passato l'inverno tra pantacollant e vestitini di maglia o di viscosa un po' stile impero, ma a marzo era arrivato il caldo e in quegli ultimi due mesi prima della sua nascita non ero più riuscita ad indossare altro che tute. Un po' una tristezza, ma all'epoca non conoscevo ancora le alternative.

Una mia cara amica a dire il vero mi aveva prestato quella fascia elastica (parlo della Bella Band) che ti consente di usare i tuoi normali pantaloni (o gonne) anche con il pancione, proprio perché si indossa sopra la cerniera (slacciata, ovviamente) sia per nasconderla, sia con la funzione di cintura del pantalone, che così non cade anche se aperto.

Lei era stata fortunata, l'aveva usata tanto. Io, niente. Qualunque spessore o cucitura (figuriamoci una cerniera o un bottone) che mi toccasse la pancia, mi procurava un senso di fastidio, se non di vero dolore. Quindi tute di tutti i colori.

Pantaloni pre-maman ne avevo provati, accompagnata a fare shopping dalle amiche.

Immettibili: sembravo una poverella dell'orfanatrofio. Sì la pancia ci stava anche abbastanza comoda, ma nelle gambe ci stavo due volte:inutilmente larghi.

E corti. Terribilmente corti. Sì è vero, io sono alta, ma normalmente riesco a comprare pantaloni come tutta la popolazione media italiana. E' vero non faccio mai fare un orlo, ma vanno bene così. Allora qual'è il mistero? Forse alle donne in attesa raddoppiano i polpacci e si accorciano le gambe?

Sono d'accordo che scorte di grasso noi mamme ne mettiamo su. Credo sia il meccanismo perfetto previsto come sempre da madre natura per consentirci di far fronte a tutti i bisogni primari di cui necessiterà il nostro piccino una volta nato. Il suo nutrimento.

Io in gravidanza sono aumentata di 17 kg. Ma non sono ingrassata di spalle, né nelle braccia, un poco sul seno. E non mi si sono accorciate le gambe.

E' quello che dico alle mie clienti quando mi chiedono un vestito o una maglia. Qui da noi in negozio puoi comprare un capo che è ancora della tua taglia.

La tua taglia. Con la pancia. Elementare, no?

Ma io all'epoca ancora non avevo incontrato Milk Bar.

Per fortuna l'ho scoperto alla nascita di Fiore. Fortuna anche perché se con il pancione comunque ero riuscita a trovare un abbigliamento che facesse al mio caso aggiungendo solo qualche pantalone comodo al mio vecchio guardaroba, non ho potuto fare lo stesso dopo, per l'allattamento.

Dei reggiseni ho già raccontato, ma non è solo quello.

Io allatto ancora con notevole frequenza e Fiore non rinuncia alla sua tetta solo perché siamo in giro, magari al supermercato, in metropolitana, in negozio, al parco, in chiesa l'altra sera alle prove di un concerto.

E valle a spiegare che mamma si sente un filino a disagio se non ha la sua maglietta da allattamento! Lei ormai si serve da sola e con pochi compromessi!

Quindi domenica davanti al mio armadio, il panorama era abbastanza desolante. Cari abitini tutti tristemente archiviati (a parte quelli Boob collection). Non se ne è salvato uno: sollevarli dalla gonna per dare la tetta alla mia bimba non è proprio il caso, e non sono neanche abbastanza scollati per aprirli da sopra se proprio volessi.

Stesso discorso per le magliette, a meno di non voler deformare lo scollo (e Fiore è capace di tutto quando fa self-service). Un intero cassetto di maglie completamente inservibile. Forse qualche canotta si salva. Le camicette invece, non ne ho molte, forse si salverebbero quanto a comodità perché basta slacciare qualche bottone, ma non mi si allacciano più! La mia coppa C ancora resiste, con mia grande gioia, ma poi non posso lamentarmi se non si chiudono i bottoni.

Per fortuna al Milk Bar sono di casa. E in questi giorni ho fatto incetta di vestiti, nello specifico 3 magliette senza maniche, un abito a fiori su fondo azzurro lungo fino ai piedi (bellissimo!), una camicia da notte nera, con taglio a sottoveste, che è troppo bella (e la uso come mini abito o maxi maglia con sotto i pantaloni) e qualche maglia a mezza manica!

Tutto rigorosamente da allattamento. Perché è vero che ormai ho allattato ovunque alla luce del sole, però, come diceva una mamma qui in negozio l'altro giorno, le magliette da allattamento “danno assuefazione”. Quando ne hai indossata una e di sei accorta di cosa voglia dire godere di quell'angolino di riservatezza anche se sei in mezzo alla gente, poi non riesci più a farne a meno!

Ovviamente nel mio shopping estivo non poteva mancare un reggiseno nuovo un po' più leggero, perché gli altri che ho sono preformati e mi tengono troppo caldo.

Vorrei spendere due parole per i costumi da bagno. Stavo leggendo l'altro giorno un capitolo molto interessante sul libro edito da La Leche League da titolo “Allatti ancora?”.

Si parlava di problemi al seno che possono intervenire anche dopo il primo anno di allattamento e nello specifico di rischio di infezioni. La temuta mastite.

Noi tutte mamme che allattiamo da un po' sappiamo che la miglior cura è la prevenzione: cercare di non far passare troppo tempo tra una poppata e l'altra, soprattutto se si comincia a sentire dolore (o in alternativa drenare il seno a mano o con un tiralatte).

Cercare di evitare il sovraffaticamento e la spossatezza.

E fare attenzione a quello che si indossa!

Viene il caldo, l'estate, le vacanze e ci può venire la tentazione di indossare di nuovo quel bikini grazioso che vestivamo prima di restare incinta, ora che siamo di nuovo toniche e abbastanza in forma.

“Eppure” scrive Norma Jane Bumgarner “dovresti trattare quel pezzo di sopra del bikini così come faresti con qualunque nuovo reggiseno, con sospetto. Se non ti calza perfettamente forse sarebbe meglio aspettare ancora prima di indossarlo”.

Io ho seguito il consiglio e ho provato anche i costumi. Risultato: con alcuni che, appena indossati, sembravano andarmi bene, dopo circa mezz'ora, a volte meno, avevo già delle parti del seno dure e dolenti, segnale di piccoli ingorghi. Non oso pensare dopo alcune ore.

Io di sicuro voglia di rischiare non ne ho e i costumi dubbi per quest'anno resteranno nel cassetto.

Se ne riparla l'anno prossimo!

P.S. I pantaloni pre-maman me li sono comprati poi, al Milk Bar, ma qualche mese fa e senza la pancia!

Mi fanno un lato B niente male. Stretti ma morbidi al punto giusto. Vita bassa.

La fascia elastica che servirebbe a sostenere il pancione, la uso risvoltata verso il basso, tipo cintura. Lunghi giusti. Da poter mettere anche con i tacchi.

E ovviamente...rossi!


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